«Non cerco storie da ambientare in questa terra, ma storie che nascano da questa terra. Le mie regie sono generate tra la Domiziana e il fiume Volturno»: nonostante il degrado ambientale e sociale che la contraddistingue, il regista Edoardo De Angelis ha a cuore questa porzione d’Italia. Dopo il finale di Perez (2014) e il grande successo di Indivisibili (2015), è tornato a girare un nuovo racconto cinematografico a Castel Volturno (provincia di Caserta). Si intitola Il Vizio della Speranza e sarà al cinema dal 22 novembre, grazie a Medusa.

Dentro Castel Volturno

Nel libro-reportage dal titolo Castel Volturno (pubblicato da Einaudi), il giornalista casertano Sergio Nazzaro dipinge la cittadina come una «Gotham city del Sud senza Batman», un luogo libero da ogni regola o contratto sociale, «una metropoli sul mare con le fattezze di un paesino del Meridione». Qui boss africani gestiscono traffici di droga per decine di milioni di euro e lungo le strade che portano al mare si trovano le Connection Houses, “case chiuse” dove regna la prostituzione di ragazze quasi sempre minorenni, “schiave” di madame che praticano riti magici.

La comunità è fatta di 25mila abitanti, di cui circa 5mila sono immigrati regolari e tra i 10 e i 20 mila sono irregolari; l’integrazione è ancora un miraggio, una vera “sfida” per chi in questo luogo continua a vivere ispirandosi a principi come la fede e la solidarietà.

De Angelis: «Le mie storie sono generate da questa terra»

Castel Volturno non è semplicemente il luogo in cui De Angelis ha deciso di ambientare il film, scritto a quattro mani con Umberto Contarello, ma è il luogo in cui la storia è nata. Immigrazione, desolazione, mancanza di prospettive e di libertà: in questo quadro totalmente buio, il cineasta e sceneggiatore mette in mostra la purezza del desiderio e il seme della speranza, capace di germogliare anche senza luce e serenità.

«Il motivo per cui da autore sono attirato qui è perché non conosco altri posti in Italia dove siano così emblematici la compresenza e il conflitto. Lo si vede da un tratto di strada – ha ribadito il regista in un’intervista su La Lettura lo scorso 14 ottobre –».

Insomma, Castel Volturno vive nelle contraddizioni e nelle difficoltà ed è al centro di tante notizie di cronaca le quali, spesso, finiscono con il dare ispirazione alla narrazione cinematografica.

Regista della realtà e dell’umanità che spesso cresce in contesti che umani non sono, De Angelis torna a raccontarci questa terra e, questa volta, si affida al coraggio e all’ostinazione di una donna, la protagonista Maria, che di nome e di fatto porta in sé il significato della nascita e della speranza.

Al cinema dal 22 novembre: Il Vizio della Speranza.